realizzato dalla classe 2.0(1Esa) e coordinati dalla prof.ssa Crisostamo Concetta Maria

lunedì 22 maggio 2017

LICEO FERMI. LABORATORIO CROSS MEDIAL: CHI C’È DIETRO LE QUINTE?

LICEO FERMI. LABORATORIO CROSS MEDIAL: CHI C’È DIETRO LE QUINTE?

Intervista alla Professoressa Concetta Maria Crisostamo, coordinatrice della classe 2.0 che pubblica online gli articoli del giornale “Parola al Fermi!”
Di F.Ceneri , A.D.Fabozzi e P.Tozzi

Concetta Maria Crisostamo, docente di italiano, latino e geostoria, coordina la classe 2.0, la 1Esa, sulla messa online degli articoli redatti dalle nostre redazioni. Parolaalfermi.blogspot.it infatti, è l’indirizzo web per leggere il giornale online del Liceo Scientifico Enrico Fermi. La pagina è stata ideata e creata dalla classe 2.0 sotto la direzione della prof.ssa Crisostamo alla quale abbiamo rivolto alcune domande sul Progetto Cross Medial per soddisfare la nostra curiosità.

Cosa ne pensa del progetto "Cross Medial"?

È un'iniziativa straordinaria perché incrementa un approccio corretto all'informazione, rende possibile avviare percorsi didattici paralleli, permette di introdurre gli studenti nelle tematiche relative al mondo dell'informazione giornalistica.


Pensa che il giornalino del Liceo possa incrementare il tasso di informazione tra gli studenti del nostro istituto?

Sicuramente è un mezzo che contribuisce ad incrementare la comunicazione e facilita la diffusione delle notizie sulla vita scolastica del nostro istituto.  Il giornalino ha una forte potenzialità interattiva in coloro che lo leggono, in modo che i lettori del nostro liceo possono essere, non solo sondati in termini di indici di gradimento, grazie ai social, ma anche consultati per conoscere motivazione delle opinioni, suggerimenti, esigenze.


Gli articoli redatti dalle nostre redazioni vengono caricati sul web dai suoi ragazzi di alcune classi 2.0. Secondo la sua impressione, sono entusiasti dell'idea che esista un giornalino che è costantemente attivo su tutto ciò che riguardi il Liceo Fermi?

Assolutamente sì. Hanno accolto il progetto con molto entusiasmo perché si trattava di un'esperienza educativa nuova ma anche formativa e, soprattutto, si è rivelata un' importante occasione di educazione sociale, sia per i contenuti di cui si parla sia per l'attività in sé, non solo perché il prodotto è destinato a essere letto da altri, ma anche per le caratteristiche proprio del lavoro da svolgere: per arrivare a un prodotto finito e apprezzato è necessaria la collaborazione di tutti.


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